Danilo Dolci e la forza della nonviolenza
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Chi è Danilo Dolci

Danilo Dolci: “ciascuno cresce solo se sognato”

 

Danilo Dolci: educatore, poeta, sociologo, antropologo, candidato Nobel per la pace. Danilo Dolci che sciopera per la morte di un bambino, che inventa il primo sciopero alla rovescia, che va in carcere all’Ucciardone per difendere i diritti della povera gente; Danilo Dolci premiato in Russia con il premiDolcio Lenin e diffamato dalla chiesa in Sicilia; Danilo Dolci che fonda il centro per la piena occupazione, la scuola di Mirto, conosciuto in giro per il mondo e ignorato dall’opinione pubblica italiana; ma chi è Danilo Dolci?

Danilo Dolci nasce a Sesana nel 1924, vive la sua infanzia nel nord Italia quando, ad un passo dalla laurea, sceglie di abbandonare gli studi in architettura per iniziare una nuova vita che gli faccia vivere profondamente la connessione, l’empatia con gli esseri umani. “Non si può essere felici se un altro essere umano soffre.” Come architetto non avrebbe potuto occuparsi di chi aveva più bisogno, di chi una casa neppure l’aveva.  Dopo un breve periodo trascorso presso la comunità di Nomadelfia, si trasferisce in Sicilia. Qui in un piccolo borgo di contadini e pescatori inizia la sua azione di autoanalisi popolare: partendo dagli ultimi pone domande, dettate dalla sua ignoranza di quel luogo, per fare chiarezza sulle urgenze della popolazione e trovare il modo, insieme, per progettare una vita migliore. Sul letto di un bambino morto per mancanza di cibo, Dolci inizia istintivamente il suo primo sciopero della fame. Troppi i bambini che muoiono o rischiano di morire per malnutrizione e scarse condizioni igieniche. Troppi i genitori accusati di essere banditi e costretti a rubare per dare cibo ai figli, non avendo un lavoro. Qui bisogna fare “presto e bene perché si muore”. La società italiana deve sapere come si vive in questa terra. Dolci, chiedendo alla gente come pensano di poter cambiare la loro situazione, fa affiorare in superficie dall’antica tradizione socratica una parola forte, impegnativa: maieutica. Piano piano si fa strada tra la gente l’idea che occorre avere un’acqua di tutti e per tutti. Attraverso un’opera di consapevolezza nata dal porre domande, da questa profonda azione maieutica svolta da Danilo Dolci, l’acqua diventa leva per un cambiamento economico, sociale e culturale.  Altre azioni faranno seguito al digiuno: lo sciopero alla rovescia, un digiuno di mille sulla spiaggia contro la pesca di frodo, la nascita di una radio libera, le denunce precise e puntuali contro la mafia. Infine la sperimentazione educativa nata nella scuola di Mirto, lì tra i monti e il mare si concretizza l’idea che con la struttura maieutica ogni creatura possa crescere nel confronto e nella comunicazione: insieme ciascuno sogna se stesso e fioriscono nuovi futuri possibili.

Chi è Danilo Dolci? Un uomo che ha speso tutta la vita a trasformare i sogni in progetti!

Tiziana  Rita Morgante

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