Maieutica e Sviluppo Planetario

Maieutica e Sviluppo Planetario

L ‘età “moderna”, dall’Umanesimo ai nostri giorni, è contrassegnata in varioSviluppo modo dalla scoperta dell’ individuo, del potere costruttivo del soggetto, del valore della , pluralità, in contrapposizione all ‘unità oggettiva prevalente nel mondo classico e medioevale. Nell’esame dei testi antichi (Umanesimo letterario ), nell’ interpretazione dei libri sacri (Riforma protestante ), nella vita politica (Rivoluzione francese), nell’impresa economica (borghesia capitalistica), in educazione (Rousseau), etc., l’attività e l’iniziativa individuali, i poteri critici del soggetto costituiscono, come si sa, una nuova anima della società e della cultura.

Il meccanicismo cartesiano-newtoniano, considerando il mondo come un aggregato di particelle ciascuna non essenziale alla vita dell ‘altra, e in definitiva come una grande macchina (“un orologio”) risultante da pezzi distinti messi assieme dal Costruttore, introduce la , frammentazione nella concezione della realtà.

Il darwinismo esteso pure in campo sociale, affermando la lotta per la vita all’ interno della “selezione naturale”, aggiunge nuovi elementi alla rottura dell’ unità classico-medioevale. La moderna ragion di Stato, che non sopporta limitazioni etico-giuridiche……

Messina, Università, marzo 1992

Antonino Mangano

Recensione

L ‘età “moderna”, dall’Umanesimo ai nostri giorni, è contrassegnata in vario modo dalla scoperta dell’ individuo, del potere costruttivo del soggetto, del valore della , pluralità, in contrapposizione all ‘unità oggettiva prevalente nel mondo classico e medioevale. Nell’esame dei testi antichi (Umanesimo letterario ), nell’ interpretazione dei libri sacri (Riforma protestante ), nella vita politica (Rivoluzione francese), nell’impresa economica  (borghesia capitalistica), in educazione (Rousseau), etc., l’attività e l’iniziativa individuali, i poteri critici del soggetto costituiscono, come si sa, una nuova anima della società e della cultura.

Il meccanicismo cartesiano-newtoniano, considerando il mondo come un aggregato di particelle ciascuna non essenziale alla vita dell ‘altra, e in definitiva come una grande macchina (“un orologio”) risultante da pezzi distinti messi assieme dal Costruttore, introduce la , frammentazione nella concezione della realtà.

Il darwinismo esteso pure in campo sociale, affermando la lotta per la vita all’ interno della “selezione naturale”, aggiunge nuovi elementi alla rottura dell’ unità  classico-medioevale. La moderna ragion di Stato, che non sopporta limitazioni etico-giuridiche, e l’espressione di questa lotta è protagonista degli assetti meccanici che ne derivano sul piano internazionale.

Questo “paradigma” della “modernità”, in armonia con gli interessi competitivi della borghesia in ascesa, è ormai profondamente in crisi. L’ affermazione moderna dell’ individuo, del soggetto, della pluralità, in sè legittima e insopprimibile, con- tiene infatti un elemento di contraddizione, che la vanifica. Essa reca il germe della “cultura” di morte che, nelle sue forme ormai insopportabili dalla stessa natura, si dispiega drammaticamente sotto i nostri occhi.

In quanto il soggetto (individuo umano, gruppo economico, partito politico, stato nazionale, gruppo culturale, etc.) afferma se stesso in competizione con l’altro, distruggendolo ove possibile, per questa via non solo rimangono legittimate e riemergono senza sosta le più varie forme di dispotismo politico (i fascismi, le dittature del proletariato, le democrazie formali), ma anche l’antagonismo economico (la distruzione progressiva dei rivali, con concentrazione della ricchezza in poche mani), l’antagonismo verso la natura (parassitismo, inquinamento, violenza comunque indiscriminata), la distruzione e l’asservimento delle culture più deboli (dalla conquista dell ‘America al colonialismo ottocentesco, ai genocidi del nostro secolo, ai colonialismi culturali interni e internazionali dei nostri giorni). Dal punto di vista della personalità individuale, la patologia del potere produce l’alienazione (nel lavoro di fabbrica, nel tempo libero, nel lavoro scolastico), la socializzazione conformistica alla cultura egemone, ma soprattutto la distruzione, nelle popolazioni, della resistenza critica all’ordine esistente, l’affievolimento del potere di concepire l’alternativa creativa ad esso, etc.

Sono le energie costruttive della natura (natura naturans) e non solo i loro prodotti (natura naturata) che per la prima volta nella storia naturale vengono aggredite ad opera dell ‘uomo. Ma anche gli impulsi interni e le energie generatrici della personalità e delle culture (come la creatività, la comunicazione, il dubbio e la ricerca) vengono minacciate di distruzione (ed e la prima volta che ciò avviene con l’uso di potenti strumenti tecnologici). Energie o memorie genetiche, accumulate in miliardi di anni dell ‘ evoluzione biologica e in decine di migliaia di anni dell’evoluzione culturale, vengono forsennatamente represse. Ciò che manca in questa “cultura ” è il senso della connessione del molteplice, l ‘inserimento della singolarità in un sistema aperto.” Ad un livello più profondo di quello della lotta per la vita – scrive E. Balducci in La terra del tramonto, Firenze, 1992, p. 115- c’e uno scambio vitale, una specie di osmosi. Gli esseri viventi sono gli uni per gli altri più ancora di quanto non siano gli uni contro gli altri “. Ma la connessione sistemica che esiste tra tutti i viventi, e interna anche agli uomini, al di là delle diversità geostoriche e culturali in cui l’umanità si esprime e si presenta; essa può essere ignorata e addirittura ostacolata, come è accaduto nell ‘ultimo mezzo millennio, ma può essere responsabilmente perseguita, come obiettivo e metodo dell’educazione maieutica, difficile momento, in cui si cerca la transizione dall’era “moderna” all’era “planetaria”. Fin dagli anni ’50 D.Dolci scopre e denuncia i crimini dello Stato “moderno” (nella sua versione borghese-democratica, non meno che in quella democratico-socialista), il suo bisogno di andare a vivere tra gli “ultimi”, di dar voce agli “ultimi”, di aiutarli ad emergere come soggetto storico, e la scoperta della connessione sistemica, in una organizzazione socio-politica fondamentalmente retta da rapporti meccanico-competitivi, che privano i più deboli del diritto al lavoro e del diritto alla vita (sono questi i delitti di omissione, come egli li chiama). L ‘urgenza di connettersi agli ultimi e di fare emergere la connessione fra loro, di favorire il loro organizzarsi in struttura creativo- progettuale, porta infatti alla riscoperta della maieutica, contemporanea alla scoperta e valorizzazione dell ‘ Altro come essenziale all’Io.

L ‘analisi del dominio, nelle sue varie forme, si estende negli anni successivi dell ‘ attività di Danilo Dolci e porta anche alla denuncia di altri aspetti letali della modernità: la manipolazione subdola, “mutilante”, ad es., che la persona umana sistematicamente subisce mediante la trasmissione scolastica e mass-mediologica, assurta a strumento di antagonismo, di dominio sugli uomini.

Danilo, com’e noto, non si limita alle analisi teoriche o alle ipotesi progettuali, giacchè la sua prospettiva è affinata in sperimentazioni anche scolastiche e in laboratori maieutici esistenti in Italia e in diverse partì del mondo.

Il lavoro di Tiziana Morgante, mia allieva, si muove in questo clima culturale. Il metodo maieutico viene da lei presentato nelle sue potenzialità ricostruttive della convivenza sul Pianeta e col Pianeta. Esso tocca l’educazione nei suoi svariati aspetti: da quello familiare a quello scolastico-accademico, dal primo anno di vita del bambino all ‘educazione dell ‘adulto, dal lavoro al tempo libero. Si hanno fondati motivi per ritenere che grossi problemi esistenziali generati dalla modernità, come quello della droga, delle società multiculturali e multietniche, della democrazia, della pace, etc., potranno essere affrontati nell ‘ ottica della connessione interattivo-sistemica, cooperativa e nonviolenta, in contrapposizione all’ottica atomistico-distruttiva propria del dominio. La funzione selettivo-“riproduttiva” degli attuali sistemi scolastici, strumento anch’essa della competizione in versione “educativa”, potrà essere davvero rimossa se si realizza la promozione culturale dall’interno, l’ autopromozione permanente, cui tutti i cittadini hanno diritto in quanto aspirano ad essere pienamente uomini (e non solo in forza delle dichiarazioni giuridiche internazionali).

Studiato con rigore scientifico, ma anche espressione della fiducia e dell’entusiasmo giovanili, il libro può parlare ai giovani il linguaggio della vita, della ragione critica, contro coloro che la vita profanano e riducono la ragione alle dimensioni strumentali.

Messina, Università, marzo 1992

Antonino Mangano

Introduzione

Il presente studio nasce sia dall ‘intento di rapportare le figure e la metodologia educativa di due educatori: Socrate e Dolci, sia dal desiderio di studiare come sia possibile la nascita di una maieutica planetaria. Inizialmente la pretesa di avvicinare due uomini così lontani nel tempo potrebbe apparire, se non assurda, quantomeno azzardata. Ma se si cerca di analizzare la loro opera senza pregiudizi ci si rende conto di come entrambi, nonostante le innumerevoli differenze che possono presentare, abbiano trovato nel medesimo metodo la possibile soluzione a problemi umani e sociali di grande portata. Infatti la maieutica e utilizzata, sia dall ‘uno che dall ‘ altro, per riscoprire il pensiero dell ‘uomo, continuamente messo in crisi dalla violenza della cultura del dominio, della prevaricazione dell’uomo sull’altro uomo. Pertanto uno studio sulla maieutica non può non mettere a confronto l’ attività educativa svolta da Socrate nell’ antica Atene e da Dolci nella società attuale.

Socrate, il “gigante” da cui nasce gran parte della filosofia occidentale, può essere considerato il padre della maieutica; Dolci l ‘ha approfondita e trasformata facendola divenire una sorta di linfa vitale per l ‘uomo e la società a noi contemporanea. Per questo motivo il fine di questo studio non è quello di ripetere ciò che è stato copiosamente scritto sul metodo socratico (si veda in proposito la bibliografia), quanto cercare di riscoprire l’ attualità della maieutica e trovare le differenze e le connessioni tra Socrate e Danilo. Occuparsi della maieutica significa dunque conoscere sia colui che l’ha “partorita”, sia colui che l’ha “cresciuta”, mettendola in condizione di operare nella realtà violenta in cui oggi siamo sempre più immersi. L ‘uomo è attualmente esposto, in modo molto più complesso che nei tempi di Socrate, alla logica del dominio, della violenza, della frammentazione, dell’individualismo, che minacciano la sua integrità personale, rendendo difficoltosi i rapporti di collaborazione e di interazione con gli altri uomini.

Una domanda sorge dunque spontanea: perchè parlare ancora oggi di maieutica? A questo proposito io posso rispondere, per esperienza diretta, che essa è fondamentale per la crescita di un individuo e per la ricostruzione dei rapporti interindividuali, comunitari, fondati non sull’alienazione, ma sul reciproco rispetto.

Infatti, prima di conoscere il Dolci-scrittore, ho avuto modo di conoscere il Danilo-uomo e Maieuta, ed è stato, e continua ad essere per me, fonte inesauribile di crescita. Ma soprattutto l ‘attività maieutica svolta all’ università, in alcuni corsi di studio, mi ha permesso di comprendere il valore di questa metodologia.

La maieutica di Danilo si è arricchita inoltre anche attraverso il rapporto con la natura. Il rapporto maieutico con i fiori, l’acqua risulta essenziale per la crescita e il miglioramento della società attuale, in cui gli uomini hanno disimparato ad ascoltare gli odori, i canti della natura. Sempre più spesso l’uomo vive in “città” che gli impediscono qualsiasi rapporto con la natura, conducendolo sovente ad uno sfruttamento spietato di questa. Attraverso il metodo maieutico è possibile riscoprire gli intimi nessi tra le creature viventi. Il rapporto con la natura, oltre ad essere fonte di conoscenze e di nuove prospettive, è vitale per la riscoperta dell’uomo. Scrive Danilo nell ‘inedito Verso l’ alba del prossimo millennio: “La maieutica non riguarda solo i bambini o quanto non è sorto ancora dagli adulti: ma pure l’acqua, gli alberi, l’ambiente di cui cresciamo, il mondo in cui viviamo, quanto resta di chi non rivediamo. Aiutando le creature a nascere, a crescere, impariamo a riconoscerle, e a conoscerci in loro.”

La maieutica è un metodo che non fa violenza, come accade spesso nelle cosiddette istituzioni “educative”, ma rende l’individuo partecipe e al tempo stesso protagonista del processo educativo, valorizzandolo e aprendolo a comunicare. La maieutica, facendo crescere l’ uomo come professionista, lavoratore, mira a farlo crescere come persona autentica e creativa.

Attraverso l’ esperienza diretta di coloro che la praticano e aiutano a praticarla, ho compreso che la maieutica non è un semplice abito che si indossa al momento di entrare a scuola o all’università, ma un sistema di vita. E’ un metodo necessario nella scuola, ma è altresì necessario nei rapporti familiari, lavorativi, amichevoli, di coppia.

Imparare a comunicare, cooperando e crescendo reciprocamente, è il fine della maieutica. Pertanto tutto ciò non può essere utilizzato solo in determinati ambienti, ma è un atteggiamento profondo che si struttura e cresce nei rapporti umani complessivamente intesi. Credo che la maieutica si possa considerare un metodo indispensabile per la ristrutturazione dei rapporti umani e per la riconquista da parte degli uomini della propria interiorità e del proprio pensiero.

Come ho già detto il metodo maieutico, dopo essere stato scoperto e utilizzato da Socrate, è stato ampliato e affinato da Dolci (anche se si possono considerare opere maieutiche diversi scritti nella forma del dialogo, come sostiene Remo Fornaca) nell’educazione degli adulti, in ambienti emarginati, come quelli della Sicilia occidentale nella seconda metà del nostro secolo. E’ stato sperimentato anche con i bambini, nella scuola di base, a partire da quella dell’ infanzia.

Oggi sono molti i gruppi che operano secondo la struttura della comunicazione maieutica, in Italia e nel mondo.

lo credo che questo metodo riemerga alla storia e alla cultura dai bisogni profondi dell’ uomo e del mondo contemporaneo, afflitti profondamente dalla frammentazione sociale e culturale, dall’ emarginazione, dalla violenza, dalla massificazione, dall’anomia. Ma riemerge soprattutto per il bisogno di coscientizzare l’uomo, affinchè il cambiamento della società si origini non dai vertici, da una ristretta minoranza, ma dalla base, dal suo interno, da un progetto che nasca dalla collaborazione tra individui, ma anche tra culture.

Esaminerò quindi la maieutica in Socrate e in Danilo, avendo cura di mettere in evidenza, per quanto mi è possibile, i tratti che accomunano ma anche quelli che differenziano i due autori. Cercherò di cogliere la vitalità di essa e di chiarire i motivi della sua necessità per la costruzione di una vita democratica, la nascita di una cultura nonviolenta nei rapporti individuali e comunitari, l’edificazione forse non utopistica di un mondo attento alla vita e alla pace, di una cultura pronta ad accettare le diversità insite in ogni essere umano, di una società in cui l ‘uomo diventa, finalmente, non un mezzo di cui servirsi ma una creatura da rispettare e proteggere.

Tiziana Rita Morgante

Indice

PREFAZIONE

INTRODUZIONE

CAPITOLO I
LA MAIEUTICA TRA INDIVUO E SOCIETÀ 
 
1. Premessa 
2. La maieutica e la società 
3. La maieutica come riscoperta dell’individuo e ricerca della verità 
4. L ‘alternativa maieutica alla logica del dominio

CAPITOLO II 
LA MAIEUTICA IN SOCRATE
 
1. Premessa
2. La maieutica come metodo di ricerca
3. Le finalità della maieutica socratico-platonica
4. Limiti della maieutica socratico-platonica
5. Conclusione

CAPITOLO III
LA MAIEUTICA IN DANILO DOLCI 
 
1. Premessa 
2. L’ ambiente leva per il cambiamento 
3. La maieutica e il progetto 
4. L’ educazione maieutica nella scuola
5. L ‘autoeducazione degli adulti nel processo maieutico
6. La maieutica come incontro di culture
7. La maieutica tra natura e città

CAPITOLO IV 
DA ALCUNI SEMINARI 
 
1. Seminario all’Università di Messina
2. Seminario ad Agropoli

CAPITOLO V 
ASPETTI DELL’ “ESISTERE MAIEUTICO”
 
1. Premessa
2. Linguaggio e maieutica
3. Conflitto nonviolento e maieutica
4. Maieutica e lotta alla mafia
5. Verso una maieutica planetaria

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

BIBLIOGRAFIA   

Tiziana Rita Morgante